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Sala Jacopo Da Ponte



L’intero salone è dedicato a Jacopo Da Ponte detto il Bassano che fu uno dei più originali interpreti della civiltà figurativa veneta del Cinquecento accanto a Tiziano, Tintoretto e Veronese. Il Museo Civico conserva il più consistente ed importante nucleo delle opere del pittore che documentano la sua produzione dalla giovinezza alla maturità ed anche l’attività dei figli e della sua fiorente bottega.

Jacopo Da Ponte

Jacopo nacque a Bassano intorno al 1515 da Francesco, ricordato come Francesco il Vecchio per distinguerlo dal nipote, capostipite di una dinastia di pittori comprendente tre generazioni di artisti attivi per oltre un secolo. Infatti furono pittori anche Giambattista, l’altro figlio di Francesco il Vecchio, e i quattro figli maschi di Jacopo: Francesco il Giovane (1549-1592), Giambattista (1553-1613), Leandro (1557-1622) e Gerolamo (1566-1621). Jacopo fu apprendista e collaborò nella bottega aperta dal padre al pianterreno della sua casa in Contrà del Ponte, dove oltre ai dipinti si producevano lavori di artigianato artistico.
Esperienza determinante per la formazione del giovane Jacopo fu il breve soggiorno a Venezia presso la bottega di Bonifacio de’ Pitati. Fu per lui l’occasione per aggiornarsi sulla cultura figurativa contemporanea e fu lì che scoprì l’arte di Tiziano, inesauribile fonte d’ispirazione lungo tutta la sua carriera. Primo frutto della lezione veneziana è la Fuga in Egitto del 1534, ritenuta la più antica della opere autografe tra quelle superstiti. Jacopo non restò mai a lungo lontano da Bassano da lui scelta come residenza stabile, che gli riconobbe il ruolo di artista più rappresentativo chiamandolo a ricoprire cariche amministrative, decorazioni di facciate di edifici pubblici e numerose tele commissionate dal podestà di Bassano. Morì il 13 febbraio 1592, accompagnato alla sepoltura da una grande folla nella chiesa di San Francesco dove era la tomba di famiglia. 
 

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