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Palazzo Sturm
Palazzo Sturm
 

Due musei, un palazzo

Palazzo Sturm, dal cui belvedere si può godere di un’impareggiabile panorama sul fiume Brenta e sul Ponte Vecchio, fu donato al Comune di Bassano dal barone Giovanni Battista Sturm von Hirschfeld nel 1943. La preziosa dimora voluta da Vincenzo Ferrari, importante industriale e commerciate di sete, venne edificata verso la metà del XVIII secolo. L’edificio conta oltre settanta stanze distribuite su sette livelli e decorate dal pittore veronese Giorgio Anselmi nel 1760 circa. I soggetti mitologici e allegorici, rappresentati con un gusto che richiama la maniera dei cosiddetti trionfi barocchi romano-bolognesi, alludono alle imprese commerciali ed economiche della manifattura della famiglia Ferrari. Attualmente il palazzo ospita il Museo della Ceramica Giuseppe Roi, che raccoglie collezioni di ceramiche antiche, il Museo della Stampa Remondini, dedicato alla tipografia e calcografia della celebre famiglia di imprenditori grafici.

La collezione Remondini. La loro fu la prima major mondiale dell’immagine

Ai Remondini, dinastia bassanese, si deve quella che può essere considerata la prima major mondiale dell’immagine. Un colosso industriale che fece la sua fortuna puntando sull’originalità, sulla qualità e sull’export. Le loro incisioni imposero modelli iconografici che contribuirono a dare immagine visiva pressoché universale a racconti, luoghi e persino a culti. La storia di questa dinastia di imprenditori è nota: Giovanni Antonio Remondini (Padova 1634-1711) fondò verso il 1660 la tipografia che riuscì col tempo ad accentrare gran parte della produzione letteraria popolare a cui aggiunse quella iconografica. Nel ‘700 possedeva 18 macchine tipografiche, 24 torchi per la stampa in rame e 2 per le carte a fiori, 4 cartiere e una fonderia di caratteri. La sua produzione di immagini sacre detta «I santi dei Remondini» ma anche di immagini cavalleresche, le vedute di città, le cosiddette vedute ottiche (anticipatrici del cinema), di «quattro stagioni», carte da gioco, animali, soldatini da ritagliare, ritratti e calendari, era diffusa in tutta Europa compresa la Russia e l’America, con didascalie in latino e italiano, francese, spagnolo, tedesco, slavo, greco, russo...

A diffonderle ai quattro angoli del pianeta provvedeva una rete di agenti che, partendo dalle vallate del bassanese e sopratutto del Tesino, percorrevano migliaia di chilometri, in viaggi che duravano anni, proponendo di città in città, di casa in casa, le immagini dei Remondini. Di questa singolare, straordinaria vicenda dà conto il Museo che in Palazzo Sturm è dedicato alla celebre famiglia. In esso viene proposto un percorso storico sui duecento anni della loro produzione libraria e iconografica europea tra il Seicento e l’Ottocento, vi è documentata la lungimiranza e la cultura di una famiglia dedicata alla produzione e al collezionismo. La sezione permanente ospita i grandi lavori dei Remondini, le loro più popolari creazioni, insieme a fondamentali testimonianze dell’incisione italiana ed europea dal XV al XIX secolo.
Emerge la straordinaria ecletticità della famiglia. Le incisioni, innanzitutto, ma anche le produzioni collaterali, dalle carte da parati (questa è la maggiore collezione del settore al mondo), agli oggetti e arredi decorati da stampe, sino alla fondamentale produzione libraria. Qui il visitatore, oltre che ammirare le opere esposte sui tavoli, ha accesso ai grandi armadi che accolgono l’intero corpus di incisioni e stampe.

Ma i Remondini, come testimonia la grande mostra delle opere di Dürer ora finalmente esposta nella sua integrità, non furono solo produttori di immagini. Furono anche attenti collezionisti, che setacciarono l’Europa, sia per passione che per farne modello della loro produzione volutamente popolare, per raccogliere le migliori opere dei grandi maestri dell’incisione: Dürer, ma anche Schongauer, Carpioni, Rembrandt, Tiepolo, Ricci, Canaletto, Piranesi tra gli altri. E anche questi capolavori sono oggi patrimonio del Museo Remondini.
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Orari, biglietti, servizi

Via Schiavonetti 40
36061 Bassano del Grappa (VI)
Tel. +39 0424 519940
info@museibassano.it

ORARI
Tutti i giorni 10 — 19,
chiuso il martedì, 1 gennaio, Pasqua e 25 dicembre.
Apertura straordinaria i martedì festivi

La biglietteria chiude mezz'ora prima

BIGLIETTI
Intero 7 €, Ridotto 5 €
Palazzo Sturm + Museo Civico
Intero 10 €, ridotto 8 €


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