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Palazzo Sturm
Palazzo Sturm

Albrecht Dürer. La collezione Remondini

dal 20 aprile 2019 al 19 gennaio 2020
 

Palazzo Sturm, finalmente restaurato in tutte le sue parti, propone i 214 Dürer collezionati dai Remondini. 


Albrecht Dürer. La collezione Remondini propone, per la prima volta in modo integrale, il tesoro grafico di Albrecht Dürer (1471-1528), patrimonio delle raccolte museali bassanesi. Un corpus di 214 incisioni che, per ampiezza e qualità, è classificato, con quello conservato all'Albertina Museum di Vienna, il più importante e completo al mondo.

La Città di Bassano del Grappa ha scelto questo straordinario omaggio al genio di Dürer per celebrare la riapertura di Palazzo Sturm, a conclusione dell’ultima campagna di restauro che ha integralmente restituito alle visite il magnifico gioiello di architettura e arte, sede ideale per l’esposizione delle opere grafiche di Albrecht Dürer. Palazzo Sturm accoglie, infatti, il Museo dell’Incisione Remondini che conserva e presenta, in modo estesamente suggestivo, le creazioni della mitica dinastia di stampatori bassanesi, specializzati in raffinate edizioni e in stampe popolari che, tra ‘600 e ‘700, hanno saputo diffondere in tutto il mondo. Ma i Remondini furono anche attenti collezionisti d’arte. Nelle loro importantissime raccolte, oggi patrimonio dei Civici Musei, si trovano ben 8500 opere di grafica tra le quali spiccano i nomi dei grandi maestri europei del Rinascimento e dell’epoca moderna. Tra loro Albrecht Dürer, presente nelle Collezioni Remondini con 123 xilografie e 91 calcografie. Dürer realizzò 260 incisioni e di esse ben 214 sono a Bassano del Grappa.

Dürer inizia la sua carriera come incisore di legni (xilografie) nel 1496. Dal 1512 al 1519 lavora per l’imperatore Massimiliano I per il quale realizza L’Arco di trionfo e La processione trionfale, quest’ultimo nelle collezione di Bassano del Grappa. Molto probabilmente passò per la città sul Brenta. Lo si vede nei paesaggi e nelle vedute di sfondo di opere come La Grande Fortuna. I temi trattati da Dürer sono mitologici, religiosi, popolari, naturalistici, ritratti, paesaggi e nelle collezioni bassanesi sono incluse le serie complete dell’Apocalisse, della Grande Passione, della Piccola Passione e della Vita di Maria.
Per l’Imperatore Massimiliano realizza anche una delle sue incisioni più popolari, il “Rinoceronte”. A ricordo dell’esotico animale che l’Imperatore aveva destinato al Papa ma che non arrivò mai a Roma, vittima di un naufragio di fronte alle coste liguri. Intorno a questa famosissima opera, Chiara Casarin ha voluto offrire ai visitatori della mostra un focus che, da un lato rievoca la vicenda e dall’altro percorre la fortuna che nei secoli ebbe quell’incisione. Il tema del Rinoceronte ha infatti affascinato molti artisti, da Raffaello a Stubbs, a Salvador Dalì sino a Li-Jen Shih, il cui King Kong Rhino è stato voluto a Bassano per testimoniare quanto ancor oggi quel soggetto e la lezione dureriana siano attuali e universali.
Li-Jen Shih, tra i massimi artisti contemporanei cinesi, presente nelle più importanti collezioni private e pubbliche del mondo, lavora da quarant’anni sul tema del Rinoceronte. A Bassano, il suo King Kong Rhino sarà, per l’intera durata della mostra di Dürer, esposto nel belvedere di Palazzo Sturm.
Albrecht Dürer. La collezione  Remondini è accompagnata da un video di raffinata qualità artistica che rivive l’atelier di Albrecht Dürer e illustra la tecnica dell’incisione. La mostra, a cura di Chiara Casarin in collaborazione con Roberto Dalle Nogare, sarà accompagnata da un catalogo con testi di Chiara Casarin, Bernard Aikema, Giovanni Maria Fara, Elena Filippi e Andrea Polati.

La collezione Remondini. La loro fu la prima major mondiale dell’immagine


A Palazzo Sturm, è allestito il Museo Remondini, uno dei pochi e tra i più ricchi in Europa, dedicati all’arte della stampa. Ai Remondini, dinastia bassanese, si deve quella che può essere considerata la prima major mondiale dell’immagine. Un colosso industriale che fece la sua fortuna puntando sull’originalità, sulla qualità e sull’export. Le loro incisioni imposero modelli iconografici che contribuirono a dare immagine visiva pressoché universale a racconti, luoghi e persino a culti. La storia di questa dinastia di imprenditori è nota: Giovanni Antonio Remondini (Padova 1634-1711) fondò verso il 1660 la tipografia che riuscì col tempo ad accentrare gran parte della produzione letteraria popolare a cui aggiunse quella iconografica. Nel ‘700 possedeva 18 macchine tipografiche, 24 torchi per la stampa in rame e 2 per le carte a fiori, 4 cartiere e una fonderia di caratteri. La sua produzione di immagini sacre detta «I santi dei Remondini» ma anche di immagini cavalleresche, le vedute di città, le cosiddette vedute ottiche (anticipatrici del cinema), di «quattro stagioni», carte da gioco, animali, soldatini da ritagliare, ritratti e calendari, era diffusa in tutta Europa compresa la Russia e l’America, con didascalie in latino e italiano, francese, spagnolo, tedesco, slavo, greco, russo...

A diffonderle ai quattro angoli del pianeta provvedeva una rete di agenti che, partendo dalle vallate del bassanese e sopratutto del Tesino, percorrevano migliaia di chilometri, in viaggi che duravano anni, proponendo di città in città, di casa in casa, le immagini dei Remondini. Di questa singolare, straordinaria vicenda dà conto il Museo che in Palazzo Sturm è dedicato alla celebre famiglia. In esso viene proposto un percorso storico sui duecento anni della loro produzione libraria e iconografica europea tra il Seicento e l’Ottocento, vi è documentata la lungimiranza e la cultura di una famiglia dedicata alla produzione e al collezionismo. La sezione permanente ospita i grandi lavori dei Remondini, le loro più popolari creazioni, insieme a fondamentali testimonianze dell’incisione italiana ed europea dal XV al XIX secolo. Emerge la straordinaria ecletticità della famiglia. Le incisioni, innanzitutto, ma anche le produzioni collaterali, dalle carte da parati (questa è la maggiore collezione del settore al mondo), agli oggetti e arredi decorati da stampe, sino alla fondamentale produzione libraria. Qui il visitatore, oltre che ammirare le opere esposte sui tavoli, ha accesso ai grandi armadi che accolgono l’intero corpus di incisioni e stampe.

Ma i Remondini, come testimonia la grande mostra delle opere di Dürer ora finalmente esposta nella sua integrità, non furono solo produttori di immagini. Furono anche attenti collezionisti, che setacciarono l’Europa, sia per passione che per farne modello della loro produzione volutamente popolare, per raccogliere le migliori opere dei grandi maestri dell’incisione: Dürer, ma anche Schongauer, Carpioni, Rembrandt, Tiepolo, Ricci, Canaletto, Piranesi tra gli altri. E anche questi capolavori sono oggi patrimonio del Museo Remondini.
 


Palazzo Sturm e il Belvedere. I saloni restaurati accolgono la mostra di Dürer

 
Palazzo Sturm, che è tra i principali luoghi culturali cittadini e dal cui belvedere si può godere di un’impareggiabile panorama sul fiume Brenta e sul Ponte Vecchio, fu donato al Comune di Bassano dal barone Giovanni Battista Sturm von Hirschfeld nel 1943. La preziosa dimora nell’antica contrà Cornorotto, voluta e commissionata da Vincenzo Ferrari, importante industriale e commerciante di sete, venne edificata verso la metà del XVIII secolo.

L’edificio si presenta in tutta la sua elegante imponenza, con oltre settanta stanze distribuite su sette livelli progettati dall’ architetto Daniello Bernardi. Le decorazioni pittoriche all’interno del palazzo, eseguite dal pittore veronese Giorgio Anselmi nel 1760 circa, denotano un gusto che richiama la maniera dei cosiddetti trionfi barocchi romano-bolognesi. I soggetti scelti, prevalentemente mitologici e allegorici, alludono alle imprese commerciali ed economiche nella manifattura della famiglia Ferrari. Già di proprietà della famiglia Vanzo-Mercante, nel corso dell’Ottocento il palazzo ha subito alcuni ampliamenti e modifiche architettoniche, come la sopraelevazione del corpo di fabbrica, il raccordo del nuovo tetto con il coronamento della loggia-belvedere originariamente aperta su tre lati.

Dopo un anno e mezzo di lavori di restauro, l’edificio è ora completamente restituito. Le sale del quarto e del quinto piano, dove sono stati riportati alla luce magnifici affreschi e stucchi, saranno destinate alle esposizioni temporanee a partire dal 20 aprile con la grande mostra dedicata a Dürer.

L’allestimento, composto da 56 teche in acciaio e vetro è pensato per essere versatile: dai fogli di incisori a volumi, da lastre a piccole sculture, queste strutture sono state pensate per preservare al massimo le condizioni ottimali di conservazione delle opere sia da un punto di vista microclimatico che luministico. Quest’ultimo, progettato appositamente per la salvaguardia delle opere di carta è dotato di un rilevatore di presenza che sottopone l’opera all’irradiazione luminosa solo in presenza del visitatore. Il percorso, condiviso tra APML architetti, Studio Multiplo e il direttore Chiara Casarin, accompagna il visitatore dalle sale introduttive sulle tecniche dell’incisione e della stampa al II piano fino agli approfondimenti storici e tematici delle esposizioni temporanee del IV e V piano. La visita si conclude con un video nel quale sono narrati i momenti di realizzazione delle opere e gli approfondimenti storici relativi all’esposizione in corso.

 
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Orari, biglietti, servizi

20.4. — 30.9.2019 19.1.2020
Palazzo Sturm, Bassano del Grappa
Via Schiavonetti 40, 36061

ORARI
Tutti i giorni, anche Pasqua e festivi
10 — 19, chiuso il martedì

BIGLIETTI 
7 € intero, 5 € ridotto
Palazzo Sturm + Museo Civico
10 € intero, 8 € ridotto
Dürer + Ventura
10€ cumulativo

CONTATTI
Tel. +39  0424 519 940 / 901
info@museibassano.it
PARCHEGGIO CONVENZIONATO
Parcheggio Interrato IL PONTE (P.le Cadorna)
36061, Bassano del Grappa (VI)
Esibendo il ticket al bookshop verrà accreditata la prima ora di sosta
CONVENZIONI
Visitatori in possesso del biglietto di Illustri Festival
/ ridotto 5 € 

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