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Museo della Stampa Remondini



Palazzo Sturm vanta il Premio Icom 2010 al miglior museo “glocal” per l’allestimento del Museo della Stampa Remondini, aperto nel 2007. In una sede storica di splendida qualità architettonica e decorativa un allestimento curato nei dettagli osserva con rispetto i criteri di conservazione del delicato e fragile materiale esposto a rotazione affiancato da apparati multimediali e didascalici. Il museo è uno dei pochi in Italia dedicati alla stampa e certamente il più articolato, illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale sette-ottocentesco dei Remondini, in un ideale viaggio introdotto dalle sagome dei Tesini attraverso tutta la produzione, i libri, le carte decorate, le incisioni popolari sacre e profane, i foglietti da ritaglio, i soldatini, i giochi, le vedute ottiche, le acquaforti e le xilografie dei grandi incisori italiani ed europei, tra cui Mantegna, Dürer, Luca di Leyda, Marcantonio Raimondi, Ugo da Carpi e Jacques Callot. Inoltre vi sono numerose stampe di incisori olandesi come Goltzius, e incisioni che riproducono dipinti di Reni, Pietro da Cortona, Maggiotto, Longhi, Raffaello, Rembrandt, Piazzetta, Tiepolo e Rubens.

La collezione Remondini. La loro fu la prima major mondiale dell’immagine

Ai Remondini, dinastia bassanese, si deve quella che può essere considerata la prima major mondiale dell’immagine. Un colosso industriale che fece la sua fortuna puntando sull’originalità, sulla qualità e sull’export. Le loro incisioni imposero modelli iconografici che contribuirono a dare immagine visiva pressoché universale a racconti, luoghi e persino a culti. La storia di questa dinastia di imprenditori è nota: Giovanni Antonio Remondini (Padova 1634-1711) fondò verso il 1660 la tipografia che riuscì col tempo ad accentrare gran parte della produzione letteraria popolare a cui aggiunse quella iconografica. Nel ‘700 possedeva 18 macchine tipografiche, 24 torchi per la stampa in rame e 2 per le carte a fiori, 4 cartiere e una fonderia di caratteri. La sua produzione di immagini sacre detta «I santi dei Remondini» ma anche di immagini cavalleresche, le vedute di città, le cosiddette vedute ottiche (anticipatrici del cinema), di «quattro stagioni», carte da gioco, animali, soldatini da ritagliare, ritratti e calendari, era diffusa in tutta Europa compresa la Russia e l’America, con didascalie in latino e italiano, francese, spagnolo, tedesco, slavo, greco, russo...

A diffonderle ai quattro angoli del pianeta provvedeva una rete di agenti che, partendo dalle vallate del bassanese e sopratutto del Tesino, percorrevano migliaia di chilometri, in viaggi che duravano anni, proponendo di città in città, di casa in casa, le immagini dei Remondini. Di questa singolare, straordinaria vicenda dà conto il Museo che in Palazzo Sturm è dedicato alla celebre famiglia. In esso viene proposto un percorso storico sui duecento anni della loro produzione libraria e iconografica europea tra il Seicento e l’Ottocento, vi è documentata la lungimiranza e la cultura di una famiglia dedicata alla produzione e al collezionismo. La sezione permanente ospita i grandi lavori dei Remondini, le loro più popolari creazioni, insieme a fondamentali testimonianze dell’incisione italiana ed europea dal XV al XIX secolo. Emerge la straordinaria ecletticità della famiglia. Le incisioni, innanzitutto, ma anche le produzioni collaterali, dalle carte da parati (questa è la maggiore collezione del settore al mondo), agli oggetti e arredi decorati da stampe, sino alla fondamentale produzione libraria. Qui il visitatore, oltre che ammirare le opere esposte sui tavoli, ha accesso ai grandi armadi che accolgono l’intero corpus di incisioni e stampe.

Ma i Remondini non furono solo produttori di immagini. Furono anche attenti collezionisti, che setacciarono l’Europa, sia per passione che per farne modello della loro produzione volutamente popolare, per raccogliere le migliori opere dei grandi maestri dell’incisione: Dürer, ma anche Schongauer, Carpioni, Rembrandt, Tiepolo, Ricci, Canaletto, Piranesi tra gli altri. E anche questi capolavori sono oggi patrimonio del Museo Remondini.

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Orari, biglietti, servizi

Palazzo Sturm, Bassano del Grappa
Via Schiavonetti 40, 36061

ORARI
Tutti i giorni, anche Pasqua e festivi
10 — 19, chiuso il martedì


BIGLIETTI 
7 € intero, 5 € ridotto
Palazzo Sturm + Museo Civico
10 € intero, 8 € ridotto

CONTATTI
Tel. +39  0424 519 940 
info@museibassano.it

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