Crocifisso

Crocifisso

Autore dell'opera Guariento di Arpo
Tecnica tempera su tavola
Periodo IV secolo a.C.

Domina la sala Parolini la grande croce stazionale di Guariento di Arpo, dipinta a tempera su tavola prima del 1332 per la chiesa di San Francesco, con tutta probabilità collocata originariamente all’incrocio dei bracci del transetto, e commissionata dalla nobildonna Bona Maria dei Buvolini. La donna è rappresentata ai piedi della croce in atteggiamento orante: l’iscrizione la paragona ad Elena, madre dell’Imperatore Costantino che ritrovò la vera croce di Cristo. Una particolarità: è tra le pochissime opere di Guariento ad essere firmata “Guarientus pinxit” ai piedi della croce.
Forse il contatto tra Maria de’ Buvolini e l’artista avvenne grazie ai commerci di vino della famiglia della donna nel territorio di Piove di Sacco, dove il pittore è documentato con opere e proprietà terriere.
Modello è la croce giottesca della Cappella degli Scrovegni cui l’artista guarda nel primo periodo della sua attività, come si può osservare dalla spazialità che rasenta quasi intenti prospettici e dal forte plasticismo delle figure, ma che si somma ad una forte componente bizantina giuntagli tramite l’insegnamento dei mosaicisti e mosaici veneziani.
L’incarnato della figura di Cristo è modellato per finissime velature successive, in cui le ombre sono rese tramite vibrazioni di colore più scuro, mentre i colori chiari sono quasi trasparenti; l’aureola è lavorata in rilievo, grazie ad una preparazione in gesso e colla sottostante la lamina della doratura; anche il raffinatissimo perizoma è realizzato per velature quasi trasparenti.
E’ pervenuta in proprietà della Municipalità di Bassano a seguito della soppressione veneziana degli ordini religiosi.