Digitalizzazione delle collezioni ceramiche del Museo della Ceramica Giuseppe Roi
Si è concluso il progetto di digitalizzazione di una significativa parte delle collezioni del Museo della Ceramica Giuseppe Roi di Palazzo Sturm, realizzato nell’ambito del progetto europeo Hephaestus, dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso strumenti innovativi e tecnologie digitali.L’intervento ha interessato 512 manufatti ceramici selezionati secondo rigorosi criteri scientifici e conservativi. Per le opere è stata realizzata una completa documentazione fotografica e predisposte 415 schede catalografiche, oggi consultabili online nel catalogo dei Musei Civici di Bassano del Grappa, al link.
Il progetto ha consentito la creazione di copie digitali ad alta risoluzione, fondamentali per la documentazione e la valorizzazione delle collezioni. Le campagne fotografiche sono state realizzate dal fotografo Alessandro Molinari, mentre le schede catalografiche sono state curate da Marco Maria Polloniato, studioso della tradizione ceramica veneta.
I manufatti digitalizzati sono anche consultabili sulla piattaforma Europeana, il principale portale europeo dedicato al patrimonio culturale digitale, ampliando così le opportunità di accesso, studio e ricerca per studiosi, studenti e pubblico internazionale.
Il progetto, realizzato in collaborazione con CulturaItalia e ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, si inserisce negli obiettivi del Piano Nazionale di Digitalizzazione del patrimonio culturale 2022–2026 e conferma il ruolo dei Musei Civici di Bassano del Grappa come centro di riferimento per la ricerca, la conservazione e l’innovazione culturale.
Il progetto di digitalizzazione della collezione ceramica è stato finanziato da HEPHAESTUS project ID 101095123, Horizon Europe Framework Program, European Union.
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Immagine: Manifattura Giuseppe Ronzan, “Scultura”, post 1950. Bassano del Grappa, Palazzo Sturm, Museo della Ceramica Giuseppe Roi. © MBA Musei Biblioteca Archivio Bassano del Grappa - foto di Alessandro Molinari